martedì 29 dicembre 2009

impasse

Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore.

lunedì 28 dicembre 2009

evasioni colpevoli

Vi sentite un po' annoiati nel trangugiare il vostro litremmezzo d'acqua che vi fa la pelle liscia? Stanchi della pepsicola che ci fate i rutti mesozoici o del brunello che cantate vecchio scarpone in coro?

Ora c'è l'alternativa: ingollate neuroni e sinapsi a garganella leggendo l'io della mente di Hofstadter.

Ci potete fare i fighi con le pupe di Lettere e Filosofia durante le conferenze su Escher, se non vi siete già strappati i vestiti urlando ridatemi Coelho sul Lungo Po.

damasco a merenda

Il mio ateismo riduzionista e meccanicista vacilla di fronte all'idea che le cassate alla siciliana possano non essere il frutto di un Disegno Intelligente. E grasso.

Che poi penso intelligente e grasso e visualizzo mentalmente Ferrara, accidenti a Pindaro.

mercoledì 23 dicembre 2009

solitario y final

Il primo treno l'ho perso perché volevo perder tempo. Il secondo perché non volevo passare per Chivasso. Il terzo perché sono un abominevole Pirla.

Resto qui, tra il nevischio. E rivaluto il Grinch.

antico testamento

Dellamorte dellamore di un tipo riservato, con Qualcuno lassù decisamente attento ai fatti suoi.

Dio, se esiste, esagera.

martedì 22 dicembre 2009

il mondo senza Volonté in rappresentazione

De Rienzo si sforza, ma il suo napoletano è macchiettistico e didascalico che pare una strip del Signor Bonaventura.
Come tutto il film, del resto.

Voglio dire, ochei, cinema civile. Però non so, forse se senti la necessità di fare un campo/controcampo col mìting dei politici e quello dei mafiosi sei un po' alla frutta. Siamo al cinema, non nel preserale di canalecinque. Ci arriviamo. Manca solo la voce off che mi spie-va bene, va bene ci hai messo pure quella.

Ma poi, cambiando discorso, qualcuno gliel'ha mai detto agli anarchici che se saltasse una forma di governo qualsiasi non è che ci metteremmo a cantare baschet chèis con le creste verdi?

Perché noi un posto dove lo Stato non arriva ce l'abbiamo, ma mica c'hanno i pantaloni scozzesi con le borchie.

lunedì 21 dicembre 2009

il miglio verde

Prima o poi sarebbe dovuto succedere, è successo.

Non si muore una volta sola.

venerdì 18 dicembre 2009

elaborazioni

Negazione, rabbia, auto-recriminazioni, depressione e accettazione.
Ero piuttosto certo che dovessero rispettare un ordine cronologico, ma vabbé. L'importante è riuscire sempre ad incasellarsi in uno schema, sennò uno rischia di ritrovarsi con una doppietta tra le labbra.

Come il giovanotto del passaporto. Che però scriveva bene, anche le banalità, probabilmente le cose più difficili da scrivere.

I know the night is not the same as the day: that all things are different, that the things of the night cannot be explained in the day, because they do not then exist, and the night can be a dreadful time for lonely people once their loneliness has started.

E sarà anche vero che è facilissimo reagire con freddezza alle cose durante il giorno, ma di notte è tutto un altro discorso.

mercoledì 16 dicembre 2009

norman bates non è necessario

Ieri sono scivolato nella doccia e, una volta riottenuto l'equilibrio, ho avvertito lacerante il senso di caducità dell'esistenza.

Mi sono ritrovato talmente riflessivo da notare, in seguito, che lo specchio del mio bagno non si appanna per il troppo freddo.

Che sul freddo potrei scriverci una treccani, ma è un altro discorso.

martedì 15 dicembre 2009

cinquecento imprecazioni

Uno si aspetta un mi end iù end evriuàn ui nò, magari più cinico e verosimile, per poi ritrovarsi con un coiutus interruptus in celluloide.

Una défaillance continua, sui salti temporali, sui tempi comici, su quelli tragici, la faccia del protagonista che vorrebbe essere " un po' così " e invece è, sforzandosi, da pirla.

Il carattere di lei. Credo che volesse essere realistico e disincantato, risulta una stronza che nemmeno la Mantis Religiosa.

E il finale. Voglio credere che un sedicenne abbia tirato una bottigliata in testa allo sceneggiatore, l'abbia riscritto e spedito al produttore. Non ci può essere alternativa.

Last bat not lìst, non mi posso neanche più fidare ciecamente di iemmedibì.
Dopo gli Ottoottotre, Benni e la Democrazia un'altra certezza in frantumi.

nino ( qualcuno ha detto trauma? )

Avrò avuto dodici anni, giocavo in una squadra di calcio.
Facevo il mediano. Sì, quello lì, che natura non gli ha dato né lo spunto della punta né del dieci.
Era la semifinale di un torneo parecchio importante, ricordo che si giocava addirittura in notturna, roba seria.

Si stava pareggiando, io recupero un pallone dalle mie parti e lo lancio verso l'area avversaria; il nostro nove la prende e comincia a correre verso la porta, prima di venire steso dal portiere.

Rigore.

E l'allenatore dice che devo tirarlo io. Io non lo voglio fare, ho paura, glielo dico. Io il rigore non lo tiro. Ma insiste, e devo.

Sistemo la palla sul dischetto bianco, prendo la rincorsa cercando di non pensare a nulla e sparo la palla in tribuna. Mi sembra ancora di sentire il boato del pubblico nella mia testa, anche se in realtà saranno stati una cinquantina di genitori annoiati.

Da quel giorno i rigori, nel calcio e nella vita, li ho evitati come la peste.
Se mi costringono, o mi costringo, a tirarli, finisce sempre come quella serata del novantotto.

E lo sento, Pizzul, commentare come commentò il rigore di Baggio a Pasadena.

Alto, il campionato del mondo è finito. Lo vince il Brasile.

domenica 13 dicembre 2009

perversioni di voghera, parte II

Nel libro The way of transitions William Bridges definisce la zona neutra come " quel punto intermedio che passa dopo aver abbandonato una vecchia vita e prima di aver scoperto del tutto quella nuova ". Per caso ti suona familiare, Capricorno?

Roba che Paolo Focs sarà un cretino e l'astrologia una buffonata, ma se l'oroscopo me lo scrive Rob Brezny sull'Internazionale lo ricopio sul blog.

A mo' di monito, così che nessuno possa tacciarmi di coerenza, in futuro.

giovedì 10 dicembre 2009

( r ) esistenze

Già di mio non è che dorma proprio bene la notte.
Insomma, sprofondare nel sonno dei giusti non mi riesce praticamente mai.

Certo che però potrei anche evitare di leggermi un saggio sull'ateismo curato da un biologo evolutivo poco prima di andare a letto.

Peggio di stìfenchìng.

martedì 8 dicembre 2009

una scatola di cioccolatini, tutti pessimi

Percorrendo via Po ho visto un ragazzo handicappato sulle strisce pedonali.
Il semaforo era rosso ma tutti attraversavano, che pericolo non ce n'era. Lui stava fermo, ma tentennava. Vedeva tutti camminare distrattamente e non sapeva che fare.

E i miei amici hanno attraversato senza farci caso, mentre io volevo urlare a tutti di stare fermi dannazione, che gli stavamo togliendo la terra sotto i piedi. E mi ha fatto male, davvero.

Tornato a casa mi accorgo di stare scrivendo queste storia e mi chiedo il perché.
Perché credo di essere io, quel ragazzo.

lunedì 7 dicembre 2009

in montagna ci si rompe il cazzo

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona

Devo averlo già scritto ma di tanto in tanto mi sembra doveroso ribadire il concetto, hai visto mai che se lo scordi.

Durante, veramente, ma vaffanculo.

venerdì 4 dicembre 2009

non è il contenuto, è l'espressione

Cioè io vado anche a sentirla la consulente marcheting della Angelini farmaceutica perché magari imparo un mestiere.
E facendo uno sforzo posso accettare che, tra un infelice anglismo e un termine tecnico, le scappi di dire mìdia.

Ma se mi pronuncia mìdiaset e clàimax mi esplodono i timpani peggio che gli artigli di nàitmer su una lavagna fìscer pràis. E me ne vado. Me ne vado e la odio.

Poi però penso che lei ha sessant'anni, un conto in banca mostruoso e se leggesse queste righe mi penserebbe un dinosauro. Un dinosauro di vent'anni senza un penny bucato.

E forse chi parla male pensa male, ma vive bene. Magari, eh.

giovedì 3 dicembre 2009

je vois la vie en merde

No che poi uno si va a fare la serata fransè nel posto trescìc e scopre una scomoda verità.

Il ragazzo dabbene, a prescindere dalla nazionalità, puzza di calvinclàin misto sudore come un pendolare Bari - Foggia nell'ora di punta.

E i posti trescìc fanno schifo. E le ragazze belle sembrano lucciole di Melegnano versione baget. E puzzano.

domenica 29 novembre 2009

farti le carezze, girata dall'altra parte

Autoanalisi del sabato sera: quando sono di buon umore pubblico immagini in bianco e nero. Se sono triste invece, a colori.

Che poi per deformazione professionale io a queste cose ci penso. Guarda un po'.

venerdì 27 novembre 2009

perversioni di voghera

Vado alla Feltrinelli in Galleria Subalpina ed è come entrare in farmacia a comprare preservativi, o in una slàpstic di Woody.

Salve, buongiorno, dunque...prendo filosofia del linguaggio di Volli, una Moleskine rivestita in pelle rossa, poi, uhm, l'edizione aggiornata di reporter di guerra di Candito, - coff - ( sottovoce ) l'ultimo di Baricco e ( tono standard ) l'illusione di Dio di Dawkins, grazie.

La commessa a voce alta: " Giorgio a quanto lo facciamo Emmaus di Baricco? Baricco, si! "

Suvvia, faccia il prezzo a occhio, direbbe l'Allen di Bananas.
Per l'appunto.

martedì 24 novembre 2009

primo passo ( riconoscere di avere un problema )

Che poi, nel mio caso, è quello di vivere a passo di gambero.
Non essendo un etologo il gambero mica so dove guarda, io però guardo indietro, allontanandomi da quel che cerco e non riuscendo a vedere una cippa di dove vado.

Il passato è meglio del presente eccetera. Non sempre, quando a Novembre sale la nebbia e mi accendono quelle disgraziate luci natalizie, ad esempio.

Fatto sta che vivo di madlén e se a diciassette anni non riuscivo ad annusare l'ipnòtic poison, a diciannove non potevo ascoltare sàimon e garfànchel.
A ventuno mal digerivo le bandiere arcobaleno, menomale che poi son diventate demodè. E non datemi del guerrafondaio che non c'entra.

Beh insomma, io oggi al supermarchet ho dovuto fare i conti con una triste realtà.
Ho un grosso problema con le alette di pollo precotte.

Ma tu pensa, all'inizio mi credevo più stùrmundràng.

notturno, Torino ( banalità )

Se non vivi in una pubblicità del Mulino Bianco le luci di Natale istigano al suicidio.

Non pubblico immagini perché sono troppo giovane e il blog va aggiornato.

sabato 21 novembre 2009

lebanon

Disgustarsi per un nudo di donna e commuoversi per una pisciata in compagnia.

La guerra è bella anche se fa male.

venerdì 20 novembre 2009

me and everyone we know

Fuck! Fuck you! Fuck me! Fuck old people! Fuck children! Fuck peace!

Fuck peace.

giovedì 19 novembre 2009

mi piaccion le fiabe, raccontane altre

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni.
I vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero.

Oh, porca vacca che film.
Porca vacca può considerarsi una recensione, si?
Come guardare distrattamente gli occhi di una ragazza con cui stai da una vita, e innamorarsene perdutamente. Di nuovo.
Penso, mentre sul tetto di una casa esplodono migliaia di palloncini, che senza quello schermo gigante non potrei vivere. A volte nemmeno ci penso.
Come l'ossigeno. Come quegli occhi.

Porca vacca.

martedì 17 novembre 2009

i maschi disegnati sui metrò

Abbracci spezzati, punto di svolta degno di nota nella cinematografia di Almodòvar.
Per le ghiandole sudoriparie del cast stranamente poco attive, in primis. E per una misandria che non colpisce esattamente chiunque si ritrovi un cromosoma ipsilon nel diennea.

Insomma, il messaggio di fondo è che se riesci a procurarti un handicap serio, un'asma rinobronchiale o una patologia irreversibile al nervo ottico ad esempio, magari la tua anima potrebbe considerarsi quantomeno decente.
Possibilità numero due: se fai lo stesso mestiere dell'autore.
Senza vederci, però.

E Penélope Cruz è talmente bella da scordarsi che stava con un tizio di sciéntologi.

cosa viene dopo il Romanticismo?

Saresti ancora disposto a combattere per le cose in cui credi?
Ennò.

Il fatto è che fondamentalmente io non credo più, io sono pressoché convinto. Che non è roba per cui combattere. Sono convinto si, ma se appena pensi di sfilare una freccia dalla faretra vedi come ragiono.

E allora vivo cinquanta giorni da orsacchiotto come Massimo.
Perché le frecce fanno male, lo so.

lunedì 16 novembre 2009

precipitando ( o forse volando più giù )

Sai quando non ti senti dell'umore di scrivere?
Hai presente quando il cielo è tanto bianco da strozzarti?
Ecco.

lunedì 9 novembre 2009

avere vent'anni

Nove novembre duemilanove.
Vado in Piazza Castello per fotografare un'eventuale manifestazione per il ventennale della caduta del Muro.
Non c'è nulla.
Allora passo al McDonald, dove mi connetto ad internet wi-fi mentre addento un cheeseburger.
Tornando verso casa noto che nel cinema di via Verdi sarebbe cominciato l'ultimo di Moore di lì a poco, " Capitalism: a love story ".

E il film è stato forte, come al solito.
E sono uscito confuso, tanto che quasi mi è venuto da credere che ci fosse poco da festeggiare.

Poi però ho pensato che a Berlino est nell'ottantanove io mica ce l'avrei avuta questa confusione.
E mi sono acceso una Gauloises, pensandomi picconare per un cheeseburger.

Che quello che conta però è la farcitura.

venerdì 6 novembre 2009

considerazioni

Lorsiori desiderano ardentemente liberarsi dello spirito provinciale che ottenebra le menti? Venghino siori venghino, nella metropoli Augusta Julia Taurinoum.

Desiderate in seconda battuta imbattervi nuovamente in un sano, semplice spirito di provincia nei cessi di un carnaio e circondati di bassa umanità? Venite al Cutre, al Valentino.

giovedì 5 novembre 2009

charlie brown c'est moi, parte II

Ubi maior, minor cessat.
E però vaffanculo.

mercoledì 4 novembre 2009

time to die

L'altra sera ho rivisto Blade Runner e, chevvelodicoaffà, è un capolavoro.
Era la versione director's cut, quella senza la voce off di Ford. Commercializzata, per dirla col Panfilo Maria Lippi del teleassente Luttazzi, per venire incontro alle vostre capacità mentali.

In pratica quello che ai Candidi spettatori veniva solo suggerito nella versione originale, qua Scott te lo sbatte in faccia: Rick Deckard è un replicante.
Dai che lo avevi capito. Gli umani sono stronzi e non se ne salva nessuno. Questo è il terzo millennio, benvenuto.

Ma non volevo parlare di questo. La scena madre, quella del time to die, quella mi ha colpito ( di nuovo ). Dico a te Harrison: hai davanti Roy Batty, il replicante per eccellenza, il figliuol prodigo, insomma il Boss. Che non ti sta mica spiegando perché hanno annullato il gol a Pato in Champions. Ti sta illustrando il senso della vita, più o meno.
E allora perché ti stampi sul volto l'espressione che soleva assumere il sottoscritto alla dimostrazione della funzione inversa di un logaritmo a base x?

Ecco, ho rivisto questa scena e ho capito perché, nella sua carriera, il buon Ford si è dovuto sempre accontentare di film che avrebbero funzionato anche senza di lui.
Perché ha toppato l'espressione più importante della scena più importante del film più importante della sua vita.
Perché i treni spesso, anzi sempre, passano una volta sola.

E se ti presenti con quella faccia lì, mica ti fan salire.

lunedì 2 novembre 2009

je est un autre

Se un critico cinematografico riesce a discettare per sette pagine sull'interpretazione semiotica del punto di vista ne L'arrivée d'un train en gare de la Ciotat, un filosofo del linguaggio riesce a dedicare un intero capitolo alla risposta sono io al chi è? citofonico.

Perché mi sono iscritto a questa magistrale? Per lo stesso motivo per cui Tenco si è innamorato di lei.

domenica 1 novembre 2009

dici balla e pensi a un pittore

Ti rendi conto di essere uno scienziato della comunicazione quando percepisci più del novanta per cento dei riferimenti pop/cinefili/culturali che scorrono sullo stream del megaschermo all'interno del club in cui dovresti pensare a divertirti, invece di simulare un pallido dinoccolamento.

Te ne rendi conto anche quando scrivi " stream del megaschermo ", ça va sans dire.

sabato 31 ottobre 2009

allouìn

Ma non si può saltare direttamente al risotto alla zucca di Domenica?

venerdì 30 ottobre 2009

sempre la stessa storia

Charlie Brown c'est moi.

( tratto da una storia vera )

giovedì 29 ottobre 2009

è il mercato, bellezza

Oggi m'han detto che gli americani non avevano l'abitudine di bere acqua finché la Perrier non l'ha introdotta sul mercato come bevanda elitaria.
Trangugiavano succo d'arancia o caffè a tavola. La Perrier gli ha detto che le ricche signore parigine invece bevevano questa roba qui, inodore, incolore, insapore.
Fico han pensato oltreoceano, très chic.

Lo volete proprio sapere cosa avrebbero bevuto poco dopo le mademoiselles?
Orangiùis.

Non so voi, ma io vado a fumarmi una gauloises sul balcone aspettando Godot.

mercoledì 28 ottobre 2009

continuons le combat

Torino, Piazza Castello, tardo pomeriggio.

Si manifesta contro il governo, i tagli all'istruzione, la discriminazione razziale e sessuale; io un po' partecipo e scatto qualche foto.
Un ragazzo omosessuale urla al megafono rivendicando diritti per la comunità LGBT.
Ancor prima che cittadini siamo persone! PERSONE!

A questo punto il filosofo accanto a me si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: e pensare che sto scrivendo una tesi sulla vacuità del concetto di persona nel mondo contemporaneo.

intellighenzia

Noi siamo quelli intelligenti che mica guardiamo la tivù, perché la tivù fa schifo ed è del presidente.
Epperò bisogna cambiare l'informazione televisiva perché ci sono quelle capre dei nostri concittadini che si informano solo con quella e poi eccerto che sono razzisti.
Allora che facciamo? Dai dai, un convegno dove quattro persone che non guardano la tivù parlano a ventotto persone che non guardano la tivù.

Poi se qualcuno si chiede perché siamo antipatici, si vede che non è intelligente come noi.

martedì 27 ottobre 2009

( ri ) flessioni

Oggi ho trangugiato due etti di pasta panna e zucchine, stasera mi aspetta una cena ipercalorica americana e mica ci vado in palestra.
Che poi noi maschi del terzo millennio ci facciamo due cosiddetti così a pedalare sulle siclétt e ad alzare mattoni e a contorcerci con le gambe a ics mentre le pupe sono al caffè letterario col ragazzo rassicurante con le guanciotte e la pancetta.
Mancanze affettive uguale più cibo uguale più pupe? Matematicamente non fa una piega, che però è una mia opinione e non si potrebbe.

lunedì 26 ottobre 2009

impegno

Oggi esco un attimo da lezione per una telefonata.
Appena messo naso fuori dal palazzo mi ritrovo coinvolto in una manifestazione studentesca, con picchetti, megafono e autonomi.
Una tizia mi si avvicina, mi viene dato un manifesto e mi si dice che s'ha da fare casino perché ci hanno tolto la sessione di Novembre.
Sei d'accordo con noi, vero?
Eccerto. Ma ho lezione, devo rientrare.

Mai una rivoluzionaria mi guardò con più disprezzo. Mai.

venerdì 23 ottobre 2009

cracker

Non credo che l'analisi mi possa aiutare, mi ci vorrebbe una lobotomia.

quando ero piccolo mi innamoravo di tutto

E chissà quando si cresce.

mercoledì 21 ottobre 2009

potrebbe andare peggio

Che poi uno si sveglia storto, si sorbisce due ore di giornalismo in cui gli dicono che lavoro non ce n'è, esce dal palazzo e piove a dirotto.

E poi quando non mi preparo psicologicamente a sostenere una conversazione mi sento il Gran Visir degli Idioti.
FML

martedì 20 ottobre 2009

morire democristiani

Noi corriamo da soli, tu vota.
Chi è che lo diceva?

per la stessa ragione del viaggio

Stasera s'è giocato a Risiko, ma durante la cena una tizia parlava di un amico che sta andando in Giappone con la Vespa.
Così, da Pinerolo a Kyoto, a trovare una ragazza conosciuta in erasmus.

Io mi ricordo che quando mi son fatto Bergamo - Bologna con la Poderosa mi faceva un sacco male il collo, avevo le braccia bloccate e non mi sono mosso dal letto anche se erano le sei di sera. Avevamo anche ordinato la pizza a domicilo.

Tutto questo per dire che io a Kyoto con la Vespa ci andrei anche domani, ma mi mancano le spalle.

lunedì 19 ottobre 2009

nostalgia canaglia

Roba che qui si sarà anche fatta l'Italia, ma dopo lezione mica si va a bersi una ainechen da sessantasei in Piazza Verdi.

domenica 18 ottobre 2009

punti di vista

L'altra notte ho visto il Po dal lato sbagliato.
Scorreva al contrario e per un momento mi sono visto guardarmi.
Sarà che era tardi, sarà stato il Gin Lemon, ma è accaduto qualcosa di particolare.
Come in Daunbailò, triste e bello.