venerdì 29 gennaio 2010

hai vinto il Pulitzer, toglimelo sto dubbio

No dai, meglio così. E poi Fìlip Sìmur Ofman io lo amo. E mica gli credo, a Méril Strip.

Credo di avere un debole per i progressisti, potrebbero violentarmi il moccioso sotto il naso che manco me ne accorgerei.

Non men che saver, dubbiar m'aggrata per citare il nasone fiorentino che fa tanto lettere e filosofia. E Nasone a volte ha anche ragione, magari se avessero scoperto le carte nel finale sarebbe venuta fuori un'americanata mica male.

Tipo che Fìlip confessa in lacrime con sottofondo di Betòven, e poi parte il flèsc foruòrd del moccioso che adesso è adulto ed è pure guarito dalla gheiezza che incontra Fìlip che è guarito dalla pederastia e cominciano a suonare insieme un gospel in crescendo, sorridendosi virilmente.

notturno, Torino ( insonnia )

E cara Valentina, che fatica innaturale perdonare a me stesso
di essere io, di essere fatto così male.

lunedì 25 gennaio 2010

a Pandora ci si rompe il cazzo

Caro Geims,
ti scrivo per manifestarti comprensione umana in questo momento buio.
Capisco quanto possa essere triste poggiare il potipò su un gazzilione di dollari dopo aver raccontato una storia dello spessore di un mecbùc eir.

La colpa, come sanno bene i nostalgici del Muro, è sempre del Capitale. Il mondo è pieno di marmocchi e oligofrenici, e se il tuo obiettivo è far soldi devi scrivere per loro.

La classica storia lui incontra lei/lui ama lei/lui cambia ordine sociale di base, diceva Zeta la formica.
Tipo che poi ci metti gli alieni, le robe ippi niù èig, il treddì e gli occhiali che ti fanno un solco rosso sul naso. E son miliardi.

Non ti crucciare Geims, qualcosa s'ha da fare per sbarcare il lunario, anche Flaubert ha scritto Madame Bovary a puntate sui giornaletti.

Però Geims, quello era Madame Bovary.

giovedì 21 gennaio 2010

ricci trescìc

Era un romanzo à la page e non l'avevo letto.
Mi sembrava una roba tipo il mondo di Sofia, non so.

Come la maggior parte dei romanzi à la page, ha subito il tipico processo di rimediazione in film che la mìdium/apper class possa commentare, ad alta voce, fuori dal cinema.
Utilizzando aggettivi come delizioso o adorabile.

Io ho visto due grandi interpreti di un lavoro scolastico, con un'idea dell'oriente stereotipata come l'eschimese della paraflu.

E non mi esce dalla testa che quando Kakuro caga, parte Mozart.

domani, Livorno

Si ochei che la recitazione a teatro ha da essere enfatica e la maschera un po' si deve notare.
E ochei che gli attori hanno pure ridato brio alla locandiera, che nei miei ricordi di liceale era una roba piuttosto sedativa.

Però non è che a tutti piaccia essere nebulizzati da una pinta di saliva ad ogni scena un attimo più carica di pathos.
Fortuna che eravamo in terza fila.

questi assurdi spostamenti del cuore

Se fa male, va tutto bene.
Se non lo fa, qualcosa non funziona.

Io questa cosa l'ho imparata, ma come si impara la tabellina del tre o il cinque maggio.
A memoria, senza starci troppo a ragionare su, che sennò uno finisce a parlare da solo.

venerdì 15 gennaio 2010

alta fedeltà

Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:

1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew

Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma non c'è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare.
Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale.
Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l'infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un po' come avere il raffreddore o essere al verde.

Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.

lunedì 4 gennaio 2010

fase di transizione

Sarà colpa dei libri di testo puritani che mi hanno accompagnato negli anni della formazione.

Sarà che tra Rivoluzione d'Ottobre, Palazzo d'Inverno, Gulag, kulaki e futura umanità non è avanzato un trafiletto per la cronaca.

Però io guardo un biopìc, anche bello, e pur cercando uno spunto di riflessione non riesco a togliermi dalla testa Trotsky che si tromba una pittrice col monociglio in Messico.